Portare tecnologie diagnostiche avanzate in contesti complessi, spesso caratterizzati da carenze infrastrutturali o situazioni geopolitiche difficili, è oggi una delle sfide più rilevanti per il settore medicale, in cui Assing gioca un ruolo importante con il suo Helios, il tavolo radiologico all’avanguardia progettato e prodotto in Italia.
In Ucraina, ad esempio, l’azienda guidata da Giselda De Silva è impegnata nella fornitura di sistemi radiologici digitali in un contesto segnato dalla guerra. Ma sono diversi i paesi del mondo in cui Helios è già presente o dove lo sarà a breve.
Ne abbiamo parlato con Daniele Perillo, Responsabile della divisione medicale per i mercati internazionali di Assing, che ci ha raccontato numeri, strategie e impatto concreto della tecnologia Helios sul territorio.
Partiamo dal progetto in Ucraina: di cosa si tratta e quali sono le dimensioni della commessa?
Si tratta di un progetto molto importante per noi, aggiudicato a dicembre 2025, che coprirà l’intero 2026. La fornitura prevede 26 tavoli radiologici telecomandati Helios destinati agli ospedali di tutta l’Ucraina.
Ci siamo aggiudicati la gara grazie a un’offerta tecnica e commerciale molto solida. Ad aprile 2026 abbiamo già consegnato le prime cinque unità e il piano prevede la spedizione di due o tre macchine al mese fino al completamento del lotto entro dicembre 2026. Le apparecchiature saranno distribuite in modo capillare in 26 ospedali, con una macchina per ciascuna struttura.
Qual è il ruolo del partner locale in un progetto di questo tipo?
All’estero lavoriamo esclusivamente attraverso partner locali selezionati. Il distributore svolge un ruolo centrale: si occupa dell’importazione, dell’installazione e, soprattutto, della formazione degli utenti finali.
Parliamo di medici e tecnici radiologi che devono essere messi nelle condizioni di utilizzare al meglio la tecnologia. Il partner non si limita a vendere il prodotto, ma accompagna il cliente fino alla piena operatività.
In un contesto come quello ucraino, quali vantaggi offre una tecnologia come Helios?
I sistemi Helios sono apparecchiature digitali dirette, quindi garantiscono esami molto rapidi e un’elevata precisione. Ma il vero valore, in un Paese colpito dalla guerra, è la possibilità di interconnessione. È possibile eseguire un esame in una zona remota, dove magari non è presente un radiologo, e inviare le immagini in tempo reale a centri come Kiev. Qui i medici possono analizzarle e restituire un referto in tempi molto rapidi. Questo approccio rappresenta un salto tecnologico enorme rispetto alla radiologia tradizionale su pellicola, soprattutto in territori dove le infrastrutture sono danneggiate e gli spostamenti sono difficili.
Oltre all’Ucraina, avete già sviluppato progetti simili in altri Paesi europei?
Sì, un caso molto significativo è la Moldavia, dove dal 2024 abbiamo installato 17 sistemi telecomandati. In quel mercato siamo diventati leader di settore e abbiamo ricevuto riscontri molto positivi. Proprio di recente abbiamo organizzato, nella nostra sede di Monterotondo, un training applicativo congiunto per i dealer moldavi e ucraini. Non era un corso base, ma un approfondimento tecnico pensato per permettere loro di trasferire competenze avanzate agli utilizzatori finali. Helios è un sistema modulare e molto evoluto: se il radiologo è formato correttamente, la qualità del lavoro migliora in modo significativo.
Qual è la strategia del settore medicale di Assing per l’espansione internazionale?
Oggi, oltre a Ucraina e Moldavia, siamo presenti in diversi mercati: abbiamo installazioni in Uzbekistan, Polonia, Albania e Bulgaria. Stiamo crescendo molto anche nel Nord Africa, con vendite in Algeria e la prima installazione in Marocco, che consideriamo un mercato strategico.
E guardando al futuro, quali sono i prossimi sviluppi?
Abbiamo aperto nuovi canali in Costa d’Avorio e abbiamo effettuato la prima installazione in Iraq. Inoltre, siamo già aggiudicatari di due nuovi progetti in due Stati africani.
A questi si aggiungono forniture storiche in Bangladesh e nelle Filippine. Il nostro obiettivo è chiaro: portare la tecnologia Assing ovunque ci sia bisogno di diagnostica di qualità, contribuendo a migliorare l’accesso alle cure anche nei contesti più complessi.

