Negli ultimi anni, ricerca scientifica, sanità e industria stanno vivendo una trasformazione senza precedenti. L’evoluzione delle tecnologie, la digitalizzazione dei processi, l’intelligenza artificiale e le crescenti esigenze di sostenibilità stanno ridefinendo il modo in cui laboratori, ospedali e imprese affrontano le sfide dell’innovazione.
Cambia dunque anche il ruolo dei partner tecnologici: non basta più fornire strumenti all’avanguardia, ma è sempre più necessario affiancare i clienti con competenze progettuali, servizi specialistici e una capacità di integrazione che accompagni ogni fase del progetto.
È questa la visione che guida Assing, azienda italiana che da oltre cinquantacinque anni opera al fianco di università, enti di ricerca, strutture sanitarie e industria, mettendo a disposizione non solo tecnologie d’eccellenza, ma un patrimonio di competenze costruito nel tempo. Ne abbiamo parlato con Giselda De Silva, CEO di Assing, che ripercorre l’evoluzione dell’azienda, racconta le sfide che stanno trasformando il mercato e delinea la strategia con cui Assing intende continuare a crescere, investendo in innovazione, competenze e sviluppo di soluzioni sempre più integrate.
- Assing è un’azienda con oltre cinquant’anni di storia. Quali valori ritiene imprescindibili e quali aspetti, invece, sente la necessità di far evolvere per affrontare le sfide dei prossimi anni?
I valori imprescindibili sono quelli che i fondatori hanno portato avanti in questi cinquantacinque anni, costruendo una realtà solida che è riuscita ad attraversare mezzo secolo reinventandosi grazie alle elevate competenze interne e a un fortissimo senso di appartenenza. Questo legame ha unito tutti noi, spingendoci a impegnarci costantemente per trovare soluzioni e innovazioni. Questa identità deve rimanere la base anche per il futuro. Ad essa dobbiamo però affiancare una ricerca continua di nuovi prodotti. Inoltre, oggi c’è la consapevolezza di essere una PMI che, pur mantenendo la sua solida base, deve necessariamente evolvere verso un’organizzazione e una struttura di tipo industriale.
- Oggi Assing opera in ambiti molto diversi tra loro: ricerca scientifica, sanità, industria, clean room, tecnologie per i materiali e idrogeno. Qual è il filo conduttore che unisce tutte queste attività?
A un primo sguardo, le Business Unit di Assing possono sembrare ambiti disgiunti, ma in realtà sono profondamente connesse da un percorso evolutivo coerente. La società, agli albori, aveva una forte caratterizzazione commerciale che spaziava dalla sensoristica, con importanti applicazioni in ambito sale prova motori, fino alla microscopia elettronica e agli strumenti scientifici – all’epoca con marchi come Cambridge e Oxford – che richiedevano di essere installati in ambienti particolari a contaminazione controllata. I fondatori, entrambi ingegneri meccanici, intuirono subito il passo successivo e iniziarono così le prime realizzazioni impiantistiche di sale prova motori e clean room. L’ufficio tecnico che si andava organizzando si basava sulla flessibilità e sulle competenze trasversali, maturate anche grazie alla collaborazione e cooperazione con enti di ricerca e Università. I primi banchi prova per motori elettrici (Elektra) risalgono alla fine degli anni ’80, quando ancora non si parlava di elettrificazione. Ed infine, Assing ha messo le sue competenze al servizio della ricerca progettando soluzioni modulari per lo stoccaggio e l’utilizzo dell’idrogeno e delle celle a combustibile. Allo stesso modo, dalla fornitura di pellicole in ambito industriale siamo passati a quello medicale, inizialmente con le pellicole per la stampa diagnostica. Quando quell’era si è conclusa, Assing Medical si è reinventata acquisendo CAT Medical Systems: oggi progettiamo e produciamo direttamente tavoli telecomandati con Helios e offriamo una gamma completa per la radiologia clinica. Il vero filo conduttore in tutti questi anni è stato uno: offrire ai nostri partner di riferimento le migliori soluzioni presenti sul mercato, un approccio che ci ha permesso, passo dopo passo, di aprire e conquistare nuovi mercati.
- Il vostro lavoro va oltre la vendita. Comprende consulenza, progettazione, installazione e supporto applicativo. Che cosa significa, oggi, essere un partner tecnologico della ricerca?
Molti dei nostri partner storici sono enti di ricerca e università, con i quali nel corso degli anni abbiamo costruito innovazione e sviluppato ricerca industriale. Per poter fornire i nostri servizi completi – o meglio, le famose soluzioni “chiavi in mano” – possiamo contare su un team altamente specializzato di progettisti, ingegneri, disegnatori CAD e tecnici, investendo costantemente sulla loro crescita e formazione nel tempo, inclusi i corsi sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata.
- Università, ospedali, enti di ricerca e imprese stanno vivendo una fase di profonda trasformazione. Quali sono i cambiamenti che osservate più da vicino e come stanno evolvendo le esigenze dei vostri partner?
Ci stiamo rendendo conto che i nostri partner cercano in modo sempre più marcato un interlocutore unico, capace di fornire non solo macchinari all’avanguardia, ma un pacchetto completo che integri servizi, tecnologie e prestazioni. È proprio per rispondere a questa esigenza strutturale dei nostri partner storici che abbiamo evoluto e potenziato la nostra divisione dedicata all’assistenza e ai servizi tecnici – gestendo attività cruciali come la manutenzione preventiva e a guasto, le tarature e le qualifiche, supportate da un portale di ticketing dedicato e reperibilità continua. Questo ci permette di essere presenti in mercati esigenti come per esempio nel mondo delle forze dell’ordine e in quello dei semiconduttori. D’altra parte, per altri settori complessi come quello medicale, stiamo lavorando su come strutturarci al meglio per riuscire a replicare lo stesso livello di servizio integrato.
- Negli ultimi anni si parla molto di intelligenza artificiale, digitalizzazione e automazione dei laboratori. Quali tecnologie ritiene avranno il maggiore impatto sulla ricerca scientifica e sulla diagnostica nei prossimi anni?
Sempre più spesso, anche all’interno delle gare, si registra una richiesta esplicita di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale: sia sul fronte della diagnostica, sia clinica che di ricerca, per offrire un servizio predittivo e un reale ausilio alla diagnosi; sia sul fronte della gestione impiantistica e tecnologica, con un utilizzo sempre più marcato di algoritmi capaci di prevedere i guasti e di intervenire in modo predittivo sulle possibili criticità delle apparecchiature, garantendo così una continuità lavorativa sempre maggiore. Credo che queste richieste del mercato stiano tracciando la rotta definitiva, ponendo le basi per una ricerca e una diagnostica sempre più automatizzate, digitalizzate e profondamente connesse a un utilizzo intelligente dell’intelligenza artificiale.
- Assing collabora quotidianamente con ricercatori, medici e tecnici altamente specializzati. Cosa si impara lavorando a stretto contatto con chi utilizza queste tecnologie ogni giorno?
Il poter lavorare e interfacciarci quotidianamente con i reali utilizzatori delle tecnologie che forniamo è per noi una delle più grandi risorse. Non di rado, proprio dal confronto costante con le necessità di tecnici, ricercatori e medici sono scaturite le innovazioni
- Dalla realizzazione di laboratori ad alto contenimento biologico ai sistemi di diagnostica per immagini, fino alle tecnologie per la caratterizzazione dei materiali, i vostri progetti sono spesso molto complessi. Qual è il valore aggiunto che Assing porta in queste realizzazioni?
L’esperienza di tanti anni dei nostri tecnici, il rapporto stretto e costante con chi utilizza già le apparecchiature e la profonda competenza nei settori in cui operiamo fanno la differenza. Possiamo contare su commerciali altamente formati, a volte persino con dottorati di ricerca (PhD) negli specifici ambiti tecnologici in cui operiamo, e su un’organizzazione di assistenza tecnica capillare e tempestiva. Questo ci permette di offrire progetti realmente sartoriali, basati sulle reali necessità dei nostri partner.
- Assing sviluppa anche soluzioni proprietarie, come il sistema radiologico Helios. Che cosa significa per l’azienda investire direttamente nello sviluppo di nuove tecnologie e quale ruolo avranno questi progetti nella vostra strategia futura?
Investire direttamente nello sviluppo di soluzioni proprietarie – come il nostro telecomandato digitale Helios – significa mettere radici profonde nel futuro dell’azienda. Attualmente stiamo investendo con decisione in questa tecnologia e nelle sue evoluzioni, raccogliendo direttamente i bisogni dei TSRM (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica) e dei nostri tecnici, per riuscire a rispondere in modo sempre più puntuale e innovativo alle nuove richieste del mercato.
- Quali sono i progetti su cui puntate maggiormente per il prossimo futuro?
Certamente Hydro-gen rappresenta una delle direttrici principali: penso alle nostre soluzioni modulari per lo stoccaggio e l’utilizzo dell’idrogeno. Stiamo continuando a lavorare, anche tramite i nostri vari partner scientifici come il Politecnico di Torino, per trovare ulteriori declinazioni applicative per questa tecnologia innovativa. Attualmente vantiamo un’installazione reale e funzionante presso il Porto di Civitavecchia, che rappresenta a nostro avviso un concreto passo avanti verso l’utilizzo dell’energia green, a favore dell’ambiente e del risparmio energetico.
- Quali mercati volete esplorare nei prossimi anni?
L’esigenza non è di esplorare mercati completamente nuovi. I settori in cui opera Assing sono già molto variegati e questa eterogeneità ci permette di bilanciare con efficacia gli alti e bassi del mercato nazionale e internazionale. Il nostro focus è consolidare e far crescere i segmenti in cui siamo già presenti, puntando sull’innovazione continua dei nostri prodotti – tra cui, a titolo di esempio, il nostro telecomandato digitale Helios o le soluzioni per l’idrogeno di cui abbiamo già parlato. La nostra priorità resta la ricerca costante di soluzioni tecnologiche mirate alla piena soddisfazione dei nostri clienti, con i quali manteniamo un rapporto di vera e propria partnership.
- Le persone rappresentano una delle risorse più importanti per un’azienda come Assing. Quali competenze ritiene fondamentali per affrontare un settore in continua evoluzione e quali qualità cerca nei professionisti che entreranno a far parte dell’azienda?
Credo che per un’azienda della grandezza di Assing – che non è né troppo grande né troppo piccola – la caratteristica principale debba essere la capacità di adattamento e l’inventiva. Cerchiamo professionisti che sappiano lavorare in squadra, condividere le competenze e metterle a disposizione dei colleghi per affrontare le sfide tecniche. Oltre a una solida preparazione e competenza, contano molto l’attitudine al problem solving, la flessibilità e la condivisione dei valori aziendali che ci guidano da sempre.
- Se dovesse immaginare Assing tra dieci anni, come vorrebbe che venisse riconosciuta da clienti, partner e comunità scientifica?
Tra dieci anni vorrei che Assing venisse riconosciuta esattamente per quello che è stata in questi cinquant’anni, ma proiettata nel futuro: un partner affidabile in grado di offrire soluzioni “chiavi in mano”, caratterizzato da una profonda comprensione delle necessità del cliente e da un’assistenza a 360 gradi. Vorrei che fosse percepita come un’azienda che sfrutta le ultime innovazioni tecnologiche a disposizione mantenendo intatta la propria identità e la propria coesione, crescendo contemporaneamente in modo strutturato e rimanendo sempre al passo con i tempi.

